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lunedì 9 febbraio 2009

L'INTERESSE BANCARIO



Un problema del monoteismo è la mancanza di spazio per una entità di carattere divino che dovrebbe rappresentare il male.
Nel politeismo vi sono delle divinità che, in qualche modo, si assumono il compito di essere il riferimento del male.
Nel monoteismo il dio è il depositario della speranza nel bene, e non può essere collegato alla negatività.
Il problema del dio unico determina per necessità l’esistenza del suo opposto.
Il primo esempio di questa automatica presenza speculare al monoteismo si ha nel deserto del Sinai.
Mosè cercò di radicalizzare nel suo popolo il credo in un Dio unico, ispirandosi in qualche modo al pensiero monoteistico del faraone Amenofi IV che aveva assunto il nome di Ekhnaton.
Di fronte al Dio unico il popolo ebreo, sentendosi privo di una guida nel deserto perché Mose si era assentato, cercò di appoggiarsi ad un altro reale simbolo di divinità, identificata e forgiata in oro.
Ossia in alternativa al Dio unico, il simbolo dell’ oro.
L’oro come simbolo dualistico con il Dio creatore.
Nel momento della costruzione del vitello, avveniva la ennesima conferma dell’oro come simbolo visibile del benessere terreno, mentre il Dio unico è il simbolo del benessere ultraterreno.
Anche il Cristianesimo, conservando l’unicità del monoteismo, risente della necessità di un dualismo per la rappresentazione del male.
La ricchezza derivante dal possesso dell’oro, viene usata come simbolo di distacco e di alternativa al Dio unico, e l’oro, ossia il denaro, assume una visione religiosa, che in realtà non gli compete.
Nella Bibbia vi è un riferimento preciso all’uso del denaro.

Esodo 22,25
Se tu presti del denaro a qualcuno del mio popolo, al povero che è teco, non lo tratterai da usuraio; non gli imporrai interesse. Se ti prendi in pegno il vestito del tuo prossimo, glielo renderai prima che tramonti il sole.

Levitico 25,10
Conterai pure sette settimane d’anni; sette volte sette anni, e queste sette settimane d’anni ti faranno un periodo di quarantanove anni. Poi il decimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba, il giorno delle espiazioni farete squillare la tromba per tutto il paese.
E santificherete il cinquantesimo anno, e proclamerete l’affrancamento nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo .

Il concetto di interesse, secondo il pensiero mesopotamico da cui la Bibbia trae ampia ispirazione come insegnamento, veniva ad essere condannato trasformandolo in precetto religioso in quanto considerato deleterio verso la società
La struttura comportamentale sviluppatesi in Medio oriente aveva compreso come l’interesse sul denaro imprestato, alla lunga crea uno squilibrio economico, che può essere causa di attriti all’interno della comunità portandola alla distruzione, perché in un campo limitato del denaro, l'interesse lo coinvolge verso pochi punti, mentre invece per mantenere il denaro distribuito nella società occorre creare in continuazione della ricchezza virtuale.
Anche i romani avevano compreso questo problema.
I condottieri romani si facevano imprestare del denaro, organizzavano un esercito e con le prede rapinate, ritornavano a Roma dove pagavano debiti ed interessi.
Questo determinava un squilibrio economico, ma si riusciva a sopravvivere fino a quando le legioni romane trovavano spazio alle conquiste ed ai saccheggi.
Giulio Cesare comprese il problema e quando vide che con le rapine non riusciva a creare ricchezza sufficiente per pagare i debiti e gli interessi, dichiarò un anno giubilare a Roma. Ossia la diminuzione drastica del valore dei debiti.
Roma non aveva come gli ebrei un calendario sistematico indicante precedentemente l’anno giubilare in cui potevano venire rimessi i debiti.
L’indicazione dell’anno giubilare era alla merce del potere.
Giulio Cesare proclamò un grande taglio ai debiti. In tal modo diminuì drasticamente lo scoperto nei confronti dei suoi finanziatori.
Forse per questo venne pugnalato.
Dopo Giulio Cesare non furono più proclamati anni giubilari, si preferì svalutare la moneta.
In seguito con l’avvento del Cristianesimo, grazie alla lungimiranza di Costantino, si determinò come argomento di fede la proibizione di imprestare denaro con interesse.
Fu permesso in seguito agli ebrei di trasformarsi in prestatori di denaro in quanto, la Bibbia proibiva loro di imprestare denaro con interesse, ma solo verso i fratelli di fede e non verso coloro che non professavano la religione ebraica.
Il permettere agli ebrei questa prerogativa concedeva un grande vantaggio. Quando la situazione economica peggiorava causa il problema derivante dal denaro che, attraverso l’interesse, si concentrava in pochi punti, si ricorreva ai pogrom, si accendevano gli animi e i debiti venivano rimessi grazie alla violenza.
Però il sistema non poteva andare avanti con queste prospettive.
Finché apparvero nella Storia i Templari. Monaci guerrieri, che assimilarono dall’oriente molti comportamenti, e grazie a un consenso papale iniziarono ad imprestare denaro con interesse, tale prerogativa era in regime di monopolio.
L’organizzazione si sviluppò in tutta l’Europa diventando una specie di multinazionale bancaria. In breve tempo, come era già successo nei secoli passati le ricchezze confluirono grazie al moltiplicatore dell’interesse, in una sola sfera, nel caso specifico verso i Templari.
La politica determinata dai signori e dai re, avevano trovato nei Templari dei finanziatori per condurre le guerre. Però ad un certo momento il sistema debitorio non poteva più reggere, ed allora il re di Francia, attraverso una bolla papale, riuscì a far sciogliere l’ordine, grazie anche alla possibilità di poter accedere ad un parziale sterminio dei cavalieri Templari.
Veniva così a cessare il sistema bancario appoggiato alla religione. .
I Templari con la ripresa di concedere prestiti, portarono filosoficamente un danno di immagine al denaro identificato nell'oro.
Il monoteismo attraverso la Bibbia e il Vangelo aveva cercato di abolire l’interesse, in tal modo il denaro non poteva più riprodurre se stesso. Senza interesse il denaro si avvicina al concetto di Dio in quanto non muta, mentre invece l’interesse squalifica il denaro perché un Dio non può creare con l’interesse parte di se stesso.
Infatti Dio può creare qualsiasi cosa ma non può creare se stesso o parte di se stesso.
L’interesse bancario determina nel tempo una sperequazione economica.
Nel 1717 con l’avvento della banca di Francia iniziava il concetto della carta moneta.
In questi trecento anni, l’interesse poté essere sviluppato, perché il sistema bancario creava, con oculatezza, il volume della ricchezza virtuale necessario a rendere possibile il pagamento degli interessi.
Nel 1971 le banconote vennero definitivamente sganciate dall’oro.
A quel punto il sistema mondiale mise le basi per il suo irreparabile crollo. Infatti le banconote vennero moltiplicate, e più precisamente il volume di ricchezza espressa in carta accresceva in continuazione.
Ma in un mondo finito, non vi può esistere uno sviluppo infinito.
Ora il sistema è crollato.
L’abilità della classe politica mantiene ancora in piedi la credibilità di questo sistema, ma ormai miliardi di persone, troppi enti, credono di possedere della ricchezza che invece è solamente carta straccia.
Non esiste altra soluzione che abolire il sistema ad interesse, se questo continua, considerando il mucchio intergalattico di ricchezza virtuale, crea cifre iperboliche non quantificabili.
Dopo 3500 anni gli esperti in economia devono studiarsi il Levitico.
Dispiace ma abbiamo saltato il fosso. I Sumeri avevano compreso questo. Nessuno ha mai dato eccessiva importanza all’avvertenza, considerando il sistema attuale decisamente lontano da quello antico.
Con le Bad Bank vogliono creare un anno giubilare per le banche. Perdonare i loro debiti e poi tra 50 anni si vedrà.
L’unica avvertenza: quando si passa a un sistema senza interesse la struttura economica crolla.
Ma forse è meglio una deflazione che una guerra civile tra popoli senza alternativa.
Se si vuole salvare la razza umana da un cataclisma violento si deve abolire l’interesse.
Più si attende, più il tutto diventa cruento.

domenica 7 dicembre 2008

CAMBIAMENTO DI CULTURA


L’uomo è nato in una zona specifica del pianeta ma in seguito lo ha colonizzato tutto.
La sua determinazione gli ha permesso di espandersi anche in territori non confacenti alla sua natura fisica.
Ha supplito agli ostacoli della durezza di certi ambienti.
Tuttavia nell’affermarsi ha dovuto accettare la modificazione effettuata nel suo aspetto e al suo comportamento.
E’ lo scotto da pagare per poter vivere ovunque.
Nel vivere in ambienti ostili l’uomo ha dovuto modificare il suo modo di pensare. Nei territori freddi ha dovuto assumere la cultura di ammucchiare le provviste utili durante i periodi in cui la natura è matrigna.
Chi non aveva la cultura di preservare veniva eliminato dall’ambiente ostile.
Questa predisposizione all’ accumulo per la futura sopravvivenza è il nocciolo di quella popolazione che, abitando più al nord, ha dovuto accettare l’imposizione della natura che gli ha modificato anche il colore della pelle in bianco.
Questo tipo di popolazione iniziò la accumulo dei beni, che in certe popolazioni, dove la natura era meno matrigna, servivano per creare agi ai dominatori del momento, oppure per permettere periodi di minor attività in seguito.
Però nelle zone più ostili l’accumulo serviva spesso per coloro che continuavano ad attivarsi e usavano la ricchezza come modo di accrescere culturalmente le cognizioni ricercate appunto per aumentare un ulteriore accumulo di beni.
Questa era la molla determinante la civiltà moderna .
Ossia i beni non goduti interamente ma usati per nuove mete di produzione di altri beni.
Le popolazioni attivanti questo sistema crearono un tipo di civiltà che permise di avere il potere su il pianeta.
Tutti i popoli in cerca di sviluppo cercarono di adeguarsi a questo metodo che oltretutto è l’unico valido per creare benessere.
In tutto il pianeta pertanto vi è la corsa di accumulo come unico mezzo di sopravvivenza.
Questo è perfettamente vero però nella società non vi è abbastanza ricchezza per tutti.
Il Pianeta non la può produrre o sopportare la produzione se questa viene considerato come unico mezzo per accrescere il potere e non come volano per mantenere la vita.
Pertanto vi sono due vie .
O diminuire le discrepanze della proprietà di beni o infondere la cultura che la civiltà dei bianchi di accumulare non è più fattibile.
Il concetto del bianco non è praticabile all’infinito, perché non adatto alla mentalità comportamentale di tutti.
Attraverso la ricchezza virtuale, si è trasformata la carta in valore, ma questo gioco assurdo non può durare all’infinito e in questi giorni ha dimostrato con evidenza, come già si temeva da qualche anno, di essere giunti al limite.
Si è giunti alla conclusione che la cultura dell’uomo bianco deve cessare,
Si deve accettare la cultura semitica e camita basata sulla speranza nella divina provvidenza.
Questa è la cultura che vogliono imporci.
L’uomo della cultura dell’uomo bianco deve scomparire e deve subentrare l’uomo portante in se, anche se non se ne è consapevole, il dna che non ha necessità di sentire l’affanno dell’accumulo.
Ecco il segnale di Obama.
Hanno decretato che il sistema dei popoli nordici è finito. Il futuro sarà della divina provvidenza.
La società che oggi ha garantito la sopravvivenza della banche dal fallimento, che oggi rappresentano la cultura perdente,domani garantirà un pasto a tutti e basta.
Questo è il messaggio mandato dai poteri forti attraverso Obama.
Uomo non sa quale vera immagine deve rappresentare. ,Non un nero condizionato da circa due secoli nel mondo dei bianchi, ma l’uomo che proviene in linea diretta da quel centro Africa dove vivono senza pensare al futuro.
Ora tocca a noi vedere se dobbiamo accettare questo messaggio oppure seguire la nostra strada.
Ricordiamoci che se torniamo indietro e non essendo in grado di difenderci dai padroni del vapore saremo finiti. Cercano di riempirci di uomini del terzo mondo affinché la società sia più facilmente recettibile al nuovo ordine mondiale.
Facciamo attenzione a non cadere nel gioco inventato dagli altri.

lunedì 19 novembre 2007

RICCHEZZA VIRTUALE: (1 parte)


L’uomo è la massima espressione della programmazione creativa della vita. Questa si è articolata in infinite situazioni di espressione e giunge a creare “l’entità uomo” unico essere vivente consapevole della propria esistenza.
Tale consapevolezza lo rende diverso nel ciclo del creato, per primo ha la percezione dell’esistenza del futuro e si permette di rendersi autonomo dal suo istinto ad affrontare la sua esistenza.
Il vantaggio di pensare ed immaginare il futuro determina la possibilità di intuire il procedere del tempo. Grazie alla manualità e al prevedere quanto costruisce o compie l’uomo nel suo operare immagina il futuro della sua opera nella visione del progetto in atto.
Il costruire e il metodo comportamentale dell’uomo non segue pedissequamente l’istinto programmato nella vita negli altri viventi certamente anche costruttivo, ma mai assoggettato ad una variazione culturale singola.
Ecco lo sviluppo qualitativo della vita umana: la conoscenza dell’esistenza
Certamente la coscienza del futuro può creare apprensione determinando, a volte, una situazione di paura fittizia. La paura del futuribile è stata un pilastro fondamentale nella creazione del pensiero e della cultura religiosa dell’ uomo.
La spinta conoscitiva ed operativa permise all’uomo di attuare un miglioramento qualitativo della sua esistenza. Egli iniziò a modificare l’esistente nella natura con una dinamicità non derivante dall’istinto ma da una attività culturale ed operativa.
Il produrre e la creazione di situazioni oggettive determinò un incentivo alla depredazione, in quanto l’uomo essendo anche carnivoro ha in sé tale impulso giustificato dalla necessità di aumentare la possibilità istintiva della sopravvivenza.
Ecco il perché nell’uomo già alla sua origine si articola l’impulso di ottenere il proprio necessario, non solo dalla natura circostante, ma depredandolo ad altri uomini. Certi accumuli di cibo, di oggetti di uso manuale o di protezione fisica potevano solo essere presi ad altri uomini.
La depredazione verso gli altri uomini diventava una componente comportamentale dell’uomo: questo metodo comportava vantaggi accompagnati però da grossi inconvenienti; il principale era la reazione di chi si vedeva privato di quanto era in suo possesso, creando delle situazioni cruente. Il cercare di levare ad altri dei beni diventava perciò altamente pericoloso.
Il togliere la vita ad altri animali era facile in quanto essi hanno un sistema comportamentale determinato dall’istinto e pertanto uguale e prevedibile. La lotta contro altri uomini era difficoltosa in quanto la capacità dell’uomo è di variare il suo modo comportamentale in funzione della sua esperienza, le lotte tra umani determinavano maggior variabilità con la possibilità di diventare difficili e cruente.
La facilità genetica di comunicare è una delle doti contraddistinguenti la razza umana, la comunicazione risultava passibile di avere un costante metodo di ampliamento e di perfezionamento.
La comunicazione fu uno degli strumenti cardine per la convivenza tra i gruppi di umani ed agevolare i contatti rendendo proficuo l’avvicinamento umano.
Il maggiore esito di questa possibilità comunicativa permetteva di sostituire la depredazione con il baratto, questo veniva agevolato nell’ambito di un medesimo gruppo o più precisamente tra gruppi consanguinei o venuti a contatto per la vicinanza residenziale. E’stato prospettato come tale formula sia nata come scambio di doni e solo successivamente sia diventato il primo esempio di attività commerciale.
Comunque il baratto è dare una cosa od un servizio, non servibile attualmente, ad un altro a cui risulta di utilità attuale ed in cambio ricevere una cosa od un servizio al momento non ritenuto utile dal secondo..
Gli scambi, pur nella loro utilità nel risolvere molti problemi di convivenza e di necessità, erano un sistema difficile in quanto derivavano sempre da situazioni contingentali subordinate a continue variazioni soggettive.
La complessità dello scambio diventava maggiore quando il sistema assumeva un aspetto di operazioni multiple, ossia scambio di merci contro altre non desiderate per se, ma in vista di scambi successivi.
In seguito i baratti ebbero uno sviluppo quando furono individuati degli oggetti assumenti un valore riconosciuto e sostituivano i beni di scambio.
Nasceva così l’embrione di moneta, ossia di un bene usato solamente per attuare gli scambi e sostituire la controparte del baratto.
Il baratto non più come scambio di oggetti ma come scambio di un oggetto o servizio con un mezzo unico non adatto per il consumo ma come mezzo di scambio.
La moneta diventava un simbolo di valore con diverse entità a secondo dell’ambiente e del gruppo socialein cui è usato.
La moneta non poteva essere solo un mezzo simbolico ma fu determinata dalla sua essenza di cui era composta. Se il denaro sostituiva il baratto di oggetti logicamente l’oggetto aveva solo lo scopo di essere scambiato e mai di essere usato.
La natura fornì gli elementi per la formazione dei prodotti identificati come il prototipi dello scambio: i metalli nobili. Oro e argento divennero la base per la costruzione degli oggetti con il compito di essere moneta.
Questi due metalli assunsero presto il compito di essere elementi tangibili riconosciuio per rappresentare la base di oggetto di scambio.
L’oro è il più malleabile dei metalli e può essere laminato in sottili fogli, fu il primo metallo conosciuto dall’uomo, venne scoperto prima del rame anche se questo è meno raro e più facile da estrarre. Anche l’argento è un metallo malleabile.
In alcune civiltà rurali e pastorali furono usate anche altri mezzi come strumento di pagamento ; conchiglie, sale, zanne di cinghiale ed oggetti a cui erano attribuiti potere magici.
I sumeri furono i primi ad usare come moneta una documentazione scritta. Questo popolo, inventore della scrittura, usava scrivere su tavolette di argilla essiccata al sole od al fuoco. Furono trovate durante gli scavi archeologici delle tavolette recanti la dicitura del loro valore, (esempio 10 capre) e significava come tale oggetto di argilla serviva per indicare un valore di credito o di debito.
Queste tavolette sono la prima testimonianza di un oggetto il cui valore è determinato da quello riportato come scrittura e non per il suo valore intrinseco; è’ la scrittura ad indicare il valore. La scrittura assume la prerogativa di fornire un valore commerciale .
Tuttavia era l’oro a servire come mezzo di scambio, furono rinvenuti scritti intorno all’anno 2000 a.C. in cui risultavano pagamenti in Assiria ed in Cappadocia effettuati con questo metallo.
Intorno al 1500 a.C. in Egitto si soleva indicare commercialmente il valore di un bene o di un oggetto in oro.
Dopo il 1100. a.C. fino al 500 a.C. incominciarono ad essere coniati dei dischi di oro e di argento con delle punzonature.
Grazie a questa abitudine le città greche e le loro colonie poterono sviluppare i commerci. I popoli stanziati nella Grecia furono i precursori delle monete.
L’imperatore Dario I, il vero fondatore dell’impero Persiano, dopo le vittoriosa spedizione in Egitto (518 a:C.) fece coniare delle monete in oro, il cui valore venne riconosciuto per oltre due secoli, del peso di circa 8,6 gr.
Alessandro Magno dopo la conquista dell’impero Persiano iniziò la coniazione dei tesori predati con una moneta macedone divenuta in seguito esempio per tutte quelle zecche operanti dopo il 300 a.C. per soddisfare la necessità di coprire il fabbisogno delle economie esistenti dalla Persia fino alle colonie greche.
Intorno al 218 a.C. Roma conia il denarius di argento dal peso di gr.4,55 di argento con il segno X su una faccia rappresentante il valore di 10 assi.
Gli assi erano una moneta romana in bronzo che indicava il valore non in funzione del contenuto ma in funzione del marchio. In principio aveva il peso di 272 gr. Dopo le guerre puniche il suo contenuto venne diminuito, nell’89 d.C . conteneva lo 13 gr. di bronzo.
In seguito il denarius venne coniato con il peso di 3,9 gr, sotto Nerone il metallo fu ridotto a 3,41 gr. Nei secoli seguenti il denarius diminuì il contenuto in argento.
Furono coniati i sesterzi corrispondenti a 4 assi ed il dupondio del valore di 2 assi in metallo oricalco ( una derivazione dell’ottone). L’asse, il sesterzio ed il dupondio costituirono la massa circolante fino alla crisi economica del terzo secolo d.C.
Dall’87 a.C. furono coniati da Silla e poi da Pompeo i denarius aureus .
Dopo il 15 d.C. l’imperatore Augusto avoca a se il diritto di coniare l’aureus imperiale da peso di 8,1 gr di oro e in seguito tutti gli imperatori avranno questo privilegio.
L’imperatore Diocleziano nel 301 abolisce l’aureus e fa coniare l’aureus solidus nummus dal peso di gr. 4,5 inoltre ripristina il denarius di argento con il medesimo contenuto con cui era coniato sotto Nerone. Il dimezzare il contenuto della moneta aurea è derivato da quella enorme crisi economica dell’impero romano determinante la necessità di Roma di cambiare la sua politica basata sulle legioni per il nuovo metodo di dominio attraverso il Cristianesimo.
Carlo Magno riformò la moneta e dichiarò come la “Ius Moneta” è solo prerogativa dell’imperatore e la base della moneta è la libra (lira) di argento e questa corrisponde a 20 soldi, ed ogni soldo è diviso in 12 denari,
Il sistema lira, soldi e denari creò un sistema durato oltre 1000 anni diffondendosi in tutto l’impero compreso le isole inglesi.
Tuttavia le monete di piccolo taglio subirono un continuo svilimento del contenuto.
I sovrani imponevano nella coniazione della moneta il diritto di zecca denominato “signoraggio” rappresentato dall’eccesso del valore legale della moneta rispetto al valore intrinseco reale del metallo prezioso in essa contenuto.
Questo diritto era un modo legale di rifornire le casse reali.
Dopo il 1100 lo sviluppo economico determinò un aumento della coniazione di monete e Firenze, Genova, Perugia, Lucca, Milano e Venezia si misero a coniare monete in oro. La prima coniazione autonoma è di Venezia con la coniazione di un ducato di argento detto matapan: nel 1230 Firenze conia il “grosso“ di argento.
Le monete in oro ed in argento servivano per le transazioni importanti e speculazioni finanziarie, mentre sui mercati locali circolava la moneta bassa. Tale monete divenivano sempre più piccole con una percentuale di materiale fino quasi annullato e diventano annerite per cui erano denominate “ brunetti “.
Dopo il 1315 in Europa l’economia subisce crisi finanziarie, demografiche (causa pestilenze). La recessione provoca il calo dei prezzi. Essendo aumentato il costo della mano d’opera causa la diminuzione della popolazione le zecche, dietro ordine dei governanti, diminuirono il contenuto di fino nelle monete coniate.
Questa crisi investì tutta l’Europa partendo dal Portogallo e dalla Spagna.

RICCHEZZA VIRTUALE: (2 parte)

Con la scoperta dell’America iniziarono ad arrivare i metalli nobili, in 150 anni in Europa giunsero 17mila tonnellate di argento e 170 tonnellate di oro.
Questo creò inflazione e venne chiamata in seguito “rivoluzione dei prezzi“ aumentati di oltre 4 volte in meno di un secolo.
Fiorirono zecche di monete d’oro e di argento negli Stati europei dediti al commercio creando una grande confusione, è stato rinvenuto un libro di cambiavalute pubblicato nel 1606 per ordine del parlamento olandese in cui vengono elencate 505 monete d’oro e 341 monete di argento.
Il governo olandese stabilisce come le monete di argento devono avere un basso contenuto sotto il valore indicato in modo da determinarne la circolazione solo all’interno, l’oro doveva servire principalmente per le operazioni internazionali.
Verso la fine del 1600 inizia una regolarizzazione di sistemi monetari e la stabilizzazione del valore delle monete specialmente per quelle di basso valore, incominciano a verificarsi delle crisi commerciali, la banca di Inghilterra rifiuta i prestiti allo Stato e restringe i crediti.
Il balzo in avanti dell’economia grazie alla scoperta dell’America e del conseguente aumento del circolante in moneta aveva terminato la sua spinta.
A questo punto si rende necessario l’aumento del circolante, la situazione è pronta per un balzo epocale.
Una tavoletta di argilla, presso i Sumeri, valeva per quanto scritto
Questo principio viene teorizzato da un baronetto scozzese John Law. Nel 1694 è condannato per omicidio e fugge nei Paesi Bassi, nel 1705 ritorna in patria dove avanza la proposta di costituire una banca scozzese nazionale ma non viene preso in considerazione. In seguito si pose in viaggio per l’Europa per proporre inutilmente questa operazione a diversi governi.
Il metodo di Law si basava sulla demonetizzazione dei metalli preziosi (oro ed argento) e la loro sostituzione con carta moneta cartacea. Tale moneta veniva garantita dal valore della terra.
Praticamente la banca centrale emetteva banconote accettabili in quanto chi li emetteva garantiva di avere il capitale per onorare il pagherò con la terra considerata un bene indistruttibile.
John Law era uno studioso e la sua cultura era stata confrontata nelle logge massoniche a cui era affiliato.
Nel 1716 John Law giunge alla corte reale di Francia. In quel momento regnava il re Luigi XV salito al trono nell’anno precedente all’età di 5 anni. Era reggente il Duca Filippo d’Orleans il quale accettò di applicare il metodo di Law spinto nel cercare di trovare una soluzione alla profonda crisi economica della Francia causa le enormi spese belliche di Luigi XIV.
Il duca Filippo d’Orleans era stato educato da un precettore frate trappista. Forse fu il suo insegnamento e la sua cultura derivante dal trappismo continuatore del pensiero templare a permettere di accettare l’idea di iniziare l’emissione di carta moneta da parte della Banca di Francia.
Nel 1716 Law fondò la Banca Generale e nel 1717 la Compagnia per lo sviluppo dei possedimenti francesi nel Missisipi. Nel 1718 la Banca generale si trasformò nella Banca Reale. L’operazione ebbe all’inizio un buon successo il metodo di Law fece aumentare il valore delle azioni della Compagnia pagabili solo con banconote emesse dalla banca.
Law aumentò la massa di biglietti. Per poter aumentare il capitale la Compagnia ottenne il monopolio del commercio estero della Francia ed assunse la denominazione di Compagnia Francese delle Indie, susseguentemente i titoli di debito pubblico vennero convertiti in azioni della Compagnia.
Il suo sistema appoggiava su basi fragili, ed inoltre l’inesperienza aveva fatto mischiare l’embrione della carta moneta con i traffici commerciali. Si sparse il panico, la Compagnia non aveva la forza di garantire psicologicamente il valore delle sue emissioni e tutto crollò.
John Law dovette fuggire ed approdò in seguito a Venezia dove morì il 1729.
Nel 1723 moriva il reggente Filippo d’Orleans.
Comunque il dado era tratto, il concetto della carta moneta era stato applicato.
Il momento era maturo, la stampa aveva raggiunto alti livelli e facilitava l’emissione della carta moneta.
Si può dire come dal 1722 nasce l’era della carta moneta.
L’uomo nella sua esistenza dalle origini ha compiuto moltissime scoperte, esse erano li pronte per essere individuate affinché nel grande progetto possa migliorare la sua vita.
Due sono l’invenzioni create dalla intelligenza umana per la scalata esistenziale: una e la religione e l’altra è la carta moneta. Se però si considera la carta moneta come la rappresentazione della ricchezza emblema del Dio denaro,in questo caso l’invenzione sarebbe una sola la religione e ci sarebbe solo un Dio in più.
Ma la carta moneta non è un Dio, grazie ai Templari il denaro non può essere Dio , ed allora le invenzioni restano due.
La carta moneta aveva il medesimo vantaggio delle lettere di credito usate nel medioevo dai mercanti per spostare somme senza dover manovrare le monete d’oro necessarie.
Il problema di base della carta moneta è l’esistenza di qualcuno garante del valore trascritto sul documento.
L’unico ente in grado di dare garanzia al valore della carta moneta ed anche imporla può essere solo lo Stato. Non importa da chi sia gestito lo Stato, può essere una monarchia assoluta, monarchia democratica, monarchia elettiva, dittatura, repubblica, democrazia ristretta, democrazia allargata, finta democrazia, governi eletti con sistemi democratici o con imbrogli elettorali. L’unica importanza è la guida dello stato ad avere l’obbligo di garantire la carta moneta.
Nella carta moneta il costo di signoraggio è pressoché pari al valore indicato.
Le banche centrali si appropriano della funzione di signoraggio ricavandone un guadagno enorme.
Con questo mezzo la carta moneta crea la ricchezza virtuale.
Chi riesce a gestire questo viene ad assumere un potere fuori dell’ordinario.
Tuttavia esisteva all’inizio il problema di dover dare una garanzia ai possessori della carta ed allora era lo Stato a garantire o fingere di garantire questa enorme massa di valore con un valore di signoraggio al 100%.
La potenza di questo mezzo si rivelò nella costituzione degli “Stati Uniti di America “.
Nella Guerra di Indipendenza americana iniziata nel 1776 occorrevano cifre enormi per armare l’esercito e per gestire l’esercito insurrezionale. Si ricorse allo stampaggio di 450 milioni di Dollari.
Lo stato nascente era privo di ogni base di ricchezza ed allora fece stampare una moneta esistente in uno Stato dell’America centrale e precisamente il Messico. In questo Stato era in circolazione una moneta detta dolears, la parola era stata mutuata dal nome “tallero” di una moneta di argento coniata nella Sassonia.
Per poter dare un valore alla moneta dei futuri padroni del mondo fu indicato sulla carta moneta il valore di una moneta di uno Stato lontano migliaia di miglia.
Il dollaro americano era veramente solo carta senza vincolo di quantità di oro od argento. Il primo dollaro stampato portava la scritta “ Spanish Dollars “.ed un motto in lingua neolatina “ perseverando”
L’emissione di tanta carta senza nessuna copertura portò al crollo con una forte svalutazione e nel 1786 il sistema crollò. Nel 1792 dopo aver imbrogliato tutti venne istituito il sistema bimetallico ossia furono coniate monete in argento (1794) e monete d’oro (1795), il sistema durò fino al 1900 in cui il prezzo dell’oro venne stabilito a 20,67 dollari.
La creazione del più potente stato del mondo deve la sua base fondamentale e determinante alla carta moneta: fu il primo importante atto storico in cui la ricchezza virtuale si è sostituita, nel formare uno Stato, al popolo, in effetti inesistente nell’America del Nord in quanto la zona era abitata da individui sradicati dal luogo di origine. L’esercito di un popolo inesistente pagato con una moneta che non esisteva.
Questo era solo un semplice segno, ma era un segno.
Dopo la applicazione in grande stile negli Stati Uniti di America della carta moneta, questa iniziò a svilupparsi. Tale sviluppo era legato all’immaginario collettivo condizionato a considerare la carta stampata a colori potesse avere un valore.
Comunque ormai era stato stabilito come la carta moneta poteva solo essere garantita da uno Stato, in quanto questi fornisce l’immagine di potenza finanziaria e perciò garante del valore scritto sulle banconote.
Gruppi di potere legati da interessi culturali ed economici specialmente organizzati nelle società segrete che avevano incominciato a moltiplicarsi come numero di addetti dopo il 1700 capirono la necessità di dare una regolata al sistema della ricchezza virtuale. Fu grazie a loro se tale sistema ebbe quel supporto determinante il nuovo sistema.
Gli Stati garantivano la carta moneta ma la sua emissione veniva affidata alle banche centrali. Non importava chi conduceva lo stato in quanto il suo compito era solo di immagine, il potere non dava garanzia di continuità, re, case regnanti ,dittatori o governati potevano cambiare ed era difficile manovrarli. Era pericoloso dare al governo il potere di creare una ricchezza enorme.
Invece le banche centrali erano governate da gruppi di persone in possesso di una cultura e di un intento comune potevano autocontrollarsi e determinare una classe dirigente necessaria a non perdere la linea comportamentale stabilita.
Le società segrete avevano certamente una visione chiara di quale strada avrebbe portato il sistema della carta moneta, ma era necessario fare svolgere il tutto con regolarità senza salti qualitativi determinanti una rovina nel processo.
Non bisogna dimenticare come il sistema delle banconote era la seconda invenzione dell’umanità dopo la religione, le scoperte hanno sempre una base nella natura, mentre una invenzione deve entrare nel subcosciente dell’uomo senza stravolgerlo.
Dalla Rivoluzione Americana incomincia il lento processo di togliere le monete metalliche e sostituirle con la carta.
Durante la Rivoluzione (1789-1797) lo Stato francese emise degli assegnati .
Nel periodo napoleonico la Banca di Inghilterra sospese la parità aurea delle banconote ripristinata in seguito nel 1816 dopo il Congresso di Vienna.
Il nuovo sistema venne accettato senza remore in quanto le banche centrali adottarono il Gold Standard ossia la moneta cartacea diventava convertibile in qualsiasi momento in monete di oro o di argento.
A questo punto la carta moneta risultava essere molto utile per i pagamenti, per il trasporto e per la sua maneggiabilità. Inoltre non poteva verificarsi l’esistenza di un momento in cui contemporaneamente vengano presentate agli sportelli bancari le banconote. Questo sta a dimostrare i primi vantaggi del nuovo sistema, grandi quantità di carta moneta con costo di signoraggio praticamente uguale a zero in circolazione. Con l’aumentare di questo volume risulta evidente quale enorme ricchezza possa determinare la carta moneta. E’ il segno di quali vantaggi enormi fornisce al potere il nuovo sistema.
La prima invenzione della religione aveva permesso il dominio e la conduzione dei popoli con un costo molto basso ma questo sistema era veramente rivoluzionario, si potrebbe considerarlo miracoloso perché produceva nell’immaginario umano il concetto di ricchezza partendo dal nulla.
Dal 1848 iniziava un aumento della produzione a livello mondiale dell’oro, susseguentemente anche l’argento subiva un aumento di produzione.
L’aumento della disponibilità dei metalli nobili, la diminuzione della tesorizzazione a livello privato dell’oro in quanto le banche erano ritenute più sicure per conservare il denaro sia cartaceo che metallico, determinò presso le banche centrali una maggior disponibilità fisica di monete metalliche.
Assorbito dalle banche il timore che il circolante cartaceo sparisse contemporaneamente dal mercato per essere cambiato in moneta metallica, gli stati adottarono con meno timore il gold standard come il Portogallo (1854), Germania (1873), Norvegia (1875 , Serbia (1878), Argentina (1881), Egitto (1885), Austria (1892), Russia (1897 ), Stati Uniti ( 1900 ).
Senza lo sviluppo della ricchezza virtuale grazie alla carta moneta, lo sviluppo commerciale e manifatturiero sarebbero rimasti parzialmente paralizzati.

RICCHEZZA VIRTUALE: (3 parte)

Nel 1913 il volume della carta moneta circolante nei paesi civili rappresentava l’82% di tutto il circolante. L’oro monetario era solamente il 10% della emissione delle banche, a dimostrazione a quale importanza aveva assunto la ricchezza virtuale.
Era giunto il momento di accedere ad una guerra, essa era indispensabile per aumentare le attività produttive e necessaria per distruggere l’ultimo baluardo del potere della Chiesa Romana.
Dai tempi di Carlo Magno esisteva la concezione come il potere veniva solo da Dio e pertanto solo il Papa di Roma poteva dare la consacrazione ai re. L’ultima vestigia di questa possibilità era l’impero Austriaco il cui Imperatore era ancora insignito del titolo di Imperatore del Sacro Imperio Romano.
L’importanza della guerra era dovuto alla necessità di dare un impulso alla carta moneta. Si era ormai consolidato negli ultimi 140 anni il metodo che durante le guerre gli Stati obbligavano le banche ad emettere carta moneta. Tale operazione era fattibile in quanto in tempo di guerra il popolo non si sarebbe ribellato quando per cause di forza maggiore veniva abolito il Gold Standard.
Però tutti gli Stati dovevano abolire il Gold Standard e conseguentemente un grande numero di questi necessariamente dovevano partecipare. La guerra occorreva diventasse di impostazione mondiale, i poteri forti economici vi riuscirono: infatti la guerra 1914- 1918 venne denominata “ prima guerra mondiale”.
Con l’avvento della forte industrializzazione dell’800 la economia industriale mise in campo una serie enorme di armamenti cannoni, mitragliatrici, autoveicoli, carri armati, aeroplani. Il volume di fuoco aumentò vertiginosamente come numero di bocche da fuoco e celerità di sparo.
I costi divennero enormi e la guerra grazie alle posizioni di trincea poté durare a lungo in modo tale da incidere per sempre sul debito pubblico degli stati.
L’unico Stato a trarne guadagno furono gli USA Stati Uniti, e questi misero la loro produttività a servizio dei belligeranti ricavandone degli incassi enormi. Tutte le piazze economiche compresa quella inglese vennero congelate ed il dollaro conseguentemente divenne l’unica divisa monetaria internazionale.
Gli Stati Uniti giunti tra gli ultimi ad applicare il Gold Standard (1900 ) in meno di 20 anni, trasformarono il dollaro in moneta mondiale da quel disastro cartaceo determinatosi dopo la guerra di Indipendenza.
Il prezzo dell’oro nel 1990 era fissato a 20,67 dollari l’oncia.
La grande guerra determinò una svalutazione delle monete a livello planetario, e per fermare l’inflazione che avrebbe travolto i popoli in quanto avrebbe potuto cancellare dall’immaginario degli uomini la possibilità di una sopravvivenza della carta moneta venne abolita la convertibilità delle monete
A Genova nel 1922 in una conferenza mondiale venne ripristinato il tallone aureo, ossia il cittadino non poteva andare alle banche a convertire la carta moneta in monete metalliche d’oro o di argento; ma per conferire stabilità alle monete i governi stabilirono il rapporto della moneta con l’oro.
L’oro era escluso dalla circolazione interna, tutte le transazioni dovevano avvenire in carta moneta, nessuno poteva rifiutare la carta come mezzo di saldo delle transazioni economiche. L’overdose di ricchezza virtuale derivante da questa ultima presa di posizione determinò nel 1929 negli Stati Uniti una crisi economica enorme. La ricchezza virtuale non era ancora stata bene tarata e determinò questa crisi con ripercussioni mondiali.
Nel 1933 a Londra si tenne una conferenza mondiale per risolvere la situazione, ma non si riuscì a costruire nessun accordo. Dopo 3000 anni durante i quali la moneta, di qualunque forma e contenuto, aveva cercato di risolvere il problema del baratto diventava virtuale.
Nei secoli l’uomo si era abituato, in molti casi senza rendersi conto, a possedere monete con un diritto di signoraggio più o meno alto, ma aveva sempre fatto buon viso a cattivo gioco e si era adattato .
Dopo il 1922 invece avveniva la consacrazione della ricchezza virtuale e questa nuova invenzione, non avendo punti di riferimento o di paragone, determinava diverse interpretazioni.
Anzi si potrebbe dire di più, avendo le banconote creato il concetto come il denaro stava per diventare Dio in quanto si staccava dal materiale per divenire irreale, qualcuno incominciò a filosofare, copiando gli antichi padri della Chiesa, per dare un indirizzo culturale alla nuova invenzione.
Ma mancando un periodo di esperienza i ragionamenti lasciavano il tempo che corre.
L’unica cosa certa è che se in un mercato una categoria merceologica è in abbondanza il prodotto cala di valore. L’aumento del circolante determinava un aumento irreale, in quanto è solo carta, di ricchezza e questo creava un aumento dei consumi con lievitazione dei prezzi, questa crea la psicosi della perdita di valore da parte della carta e aumenta la sfiducia in essa.
Sono trascorsi quasi tre secoli dall’inizio dell’uso delle banconote ma nell’immaginario dell’uomo, anche se nascosto in un angolo remoto, esiste il concetto che sono solo carta. Si vedrà poi in seguito come sono riusciti a sfruttare questo pensiero recondito per trarne guadagno.
Gli Stati Uniti nel 1934, dato il fallimento della conferenza di Londra, vedendo l’impossibilità di trovare una quadratura del problema economico presero una decisione, decretarono l’abolizione della convertibilità dell’oro e venne svalutato il dollaro. Il prezzo dell’oro passò da dollari 20,67 all’oncia a dollari 35.
Gli Stati si preoccupavano soprattutto di mantenere inalterato il potere di acquisto della propria moneta attraverso accordi economici, protezionismo, controllo dei cambi e si formarono solo due piazze economiche con due aree monetarie il dollaro e la sterlina.
Alla fine degli anni ‘30 sorse il seguente problema, la carta moneta, pur con tutti i pericoli, incominciava ad essere un bene rifugio solido con scarse possibilità di svalutazione, e comunque il suo valore era in qualche modo vincolato ad un prezzo dell’oro.
Se si voleva togliere questo vincolo affinché la ricchezza virtuale potesse decollare in modo abnorme bisognava ridurre nell’immaginario dell’uomo la sicurezza nelle banconote.
Dopo aver convinto la società umana come l’unico denaro era fatto di carta con costo di signoraggio zero, bisognava rendere il denaro fluttuante a secondo i disegni politici dei potenti della terra.
Nacque così la necessità della guerra. Furono finanziati ed appoggiati gli uomini in grado di ottenere nei propri Stati una maggior predisposizione ad intraprendere un conflitto mondiale.
Nel 1939 iniziò la seconda guerra mondiale con il compito di sistemare la situazione della ricchezza virtuale.
La guerra aveva lo scopo di determinare l’affermarsi di una sola moneta mondiale, provvisoriamente questo incarico venne conferito al dollaro
Nel 1944 dall’1 al 22 luglio a Bretton Woods nel New Hampsire negli Stati Uniti si radunarono 44 paesi alleati con il compito di stabilire come effettuare i rapporti commerciali ed economici, i trasferimenti valutari dopo il termine della guerra.
Gli Stati Uniti, per non dimostrare la loro volontà di fare la parte del leone, accettarono l’idea di creare in u prossimo una moneta universale denominata “ bancor “ con un valore fisso riguardo l’oro ma con la clausola di poter cambiare in seguito.
La guerra determinò un guadagno enorme alla economia americana con la fornitura di una quantità impressionante di materiale bellico agli Stati belligeranti in tal modo l’oro ancora salvato dalla prima guerra mondiale e quello procuratosi in seguito andò a finire in possesso degli Stati Uniti.
La guerra poteva finire prima ma si cercò di prolungarla per poter accumulare ricchezze aurifere.
Il dollaro al termine della guerra diventava, anche se gli accordi di Bretton Woods” sostenevano solo momentaneamente, la moneta mondiale, l’unica a conservare un valore fisso con l’oro secondo il decreto del 1934. In tal modo chiunque possedere dei dollari era come avere un corrispettivo calcolabile in oro.
Tutte le banche centrali del mondo incominciarono a detenere dollari considerati in bilancio come un corrispettivo valore reale di oro. Gli Stati Uniti stamparono immense quantità di dollari senza determinare un aumento del circolante nel loro paese in modo da non creare una svalutazione, ma questi servivano a permettere nell’immaginario di tutto il mondo l’idea di aver trovato un modo di teorizzare la propria ricchezza.
Tutti si sentivano ricchi e gli Stati Uniti riuscirono a smerciare cifre iperboliche di ricchezza con il costo di signoraggio pari a zero.
In ogni banca centrale del mondo esistevano dei pagherò statunitensi in dollari con lo scopo di dare credito alla propria solidità perché proprietaria di moneta convertibile secondo il Gold Exchange Standard. In quanto qualsiasi Stato poteva inviare dollari alla Banca Centrale Statunitense e ricevere il corrispettivo valore in lingotti d’oro pressoché come indicato con il Gold Bullion Standard espresso a Genova nel 1922.
Il trucco funzionava bene e si sarebbe sviluppato ma intorno al 1970 uno Stato europeo minacciò di mandare i suoi dollari in America e ritirare l’oro. Nessuno fino ad allora aveva osato pronunciarsi su questo argomento in quanto gli Stati Uniti erano intoccabili perché avevano assunto il titolo di guardiano del mondo. Inoltre gli USA agitavano la minaccia come qualunque presa di posizione economica contro di loro avrebbe potuto diminuire il loro potere politico-militare, conseguentemente tutti rimanevano in silenzio sull’argomento.
Nell’agosto del 1971 per evitare il verificarsi di questa richiesta ed essendo il bilancio degli Stati Uniti in passivo, ufficialmente fu dichiarata la non convertibilità in oro dei dollari detenuti dagli stranieri (banche, stati, privati). Questa decisione portò ad un periodo di instabilità.
La moneta americana era l’ultima collegata all’oro ma dal 1971 non esiste più al mondo della carta moneta avente un corrispettivo nell’oro.
Il sogno degli alchimisti di trasformare un metallo vile in un metallo nobile cambiando il suo valore si è avverato. Il principio della pietra filosofale si è realizzato ed è giusto l’aggettivo filosofale, il tutto si è ridotta ad una filosofia, ad un pensiero virtuale. Mai gli alchimisti avrebbero immaginato come un pezzo di carta stampato in vari colori potesse assumere valori eccezionali.
La carta moneta nel mese di agosto del 1971 aveva vinto la sua battaglia lunga senza esclusione di colpi ma aveva raggiunto il suo scopo. Una battaglia che fa parte della guerra per raggiungere il potere.

domenica 18 novembre 2007

CESARE: (prima parte)


L’interesse sul denaro viene comunemente denominato usura. Tale parola è di origine sumerica e deriva dal vocabolo vitello.
L’interesse veniva considerato un parto del denaro, in quanto il capitale era interpretato come una essere vivente.
L’interesse bancario determina la rovina dei popoli, infatti gli ebrei avevano nella loro religione la proibizione di imprestare denaro con interesse ai propri confratelli..Gli antichi erano a conoscenza come l’applicazione degli interessi arricchiva i ricchi e impoveriva i poveri.
Questo creava degli squilibri sociali .L’interesse sul denaro era proibito fin dal concilio di Nicea del 325.Nel periodo romano invece l’attività di usura era fortemente praticata. I denari servivano ad armare gli eserciti ed i debiti venivano pagati con i proventi delle razzie.Bruto l’uccisore di Cesare apparteneva ad una famiglia dedita alla attività bancaria, imprestandoli denaro il denaro con l’interesse raggiungente talvolta il 40%.
Visto il grave danno arrecato alla comunità dagli interessi, presso gli antichi era sorta la celebrazione di anni giubilari durante i quali uno dei principali provvedimenti era quello della remissione dei debiti talvolta anche solo parziamente.
Giulio Cesare prima di essere ucciso indisse un anno giubilare i cui i debiti vennero ridotti ad un quarto.
Forse per questo fu ucciso dal banchiere Bruto.
La continuazione sistematica dell’applicazione del concetto di interesse porta ad una tale sperequazione da determinare una instabilità politica mascherabile solo attraverso le guerre.
Per evitare la doverosa necessità di ricorrere ai metodi cruenti per stabilizzare il capitale nelle società avanzate si resero e si rendono ancora oggi necessarie delle opere grandiose permettenti l’impiego del capitale, creando comunque nuove fonti di interesse.
Le opere non devono assumere un carattere di utilità in quanto determinerebbero economicamente il concetto di restituzione del denaro alle popolazioni.
Le opere forniscono una momentanea utilità nel creare lavoro per fornire parzialmente una restituzione del denaro ai cittadini attraverso il pagamento della prestazione dell’opera. Il lavoro infatti essendo determinato e limitato da due fattori che sono il tempo e la fatica, crea un ritorno del denaro calibrato e senza improvvisazione.
Guai se le opere fossero di qualche utilità. Esempio le piramidi sono state opere che hanno risolto il problema del gigantismo del capitale senza determinare un utile per gli egiziani. In questi casi di esplosione del capitale assolutamente non devono essere compiute opere di utilità come, case, scuole, ospedali.
Devono essere compiute opere inutili e pertanto devono essere giustificate come opere di immagine.
Esempio le piramidi, le olimpiadi.
Una opera inutile per la comunità ma con un grande contenuto di impiego a fondo perduto è il Treno ad Alta Velocità. Infatti studi accurati stabiliscono non esservi un ritorno economico dall’opera (sempre che funzioni). Il tunnel sotto la Manica, già fallito due volte economicamente, è un esempio di queste opere aventi lo scopo di equilibrare il capitale affinché non sia costretto ad arrivare alla applicazione degli anni giubilari di antica memoria storica precristiana.
Si deve ricorrere ad una situazione atta ad impedire la corsa sfrenata della società nello spendere capitali in modo da essere completamente inutili. Dal treno ad alta velocità si dovrà passare al ponte sullo Stretto di Messina, oltre tutto considerato pressoché irrealizzabile.
Tuttavia il capitale ha bisogno di queste opere lunghissime nel tempo, necessarie a creare una continua limitazione del capitale attraverso gli sperperi.
Queste grandi opere diventano una programmazione a lungo termine per evitare lo studio di continue creazioni di marchingegni per la spesa del capitale.
Le tangenti determinate da queste opere sono necessarie per tacitare i politici, che pur essendo consapevoli dell’inutilità di tali opere faraoniche, devono approvare queste spese. Essi sono di facile condizionamento in quanto per far sopravvivere i loro partiti sono stati condizionati da un continuo stato di necessità. La gestione dei partiti è diventata molto onerosa in quanto, dovendo sempre emanare leggi contrarie a quanto promesso votare, sono obbligate a ricorrere al denaro come proprio sostegno venendo a mancare il consenso della militanza.
Le uniche alternative alle opere faraoniche per curare la malattia di elefantiasi del capitale consiste nella guerra. Questa raggiunge lo scopo in quanto come le grande opere di immagine non porta alcun vantaggio alle popolazioni. Anzi!.
Se si vuole risolvere il problema deve cessare la necessità esponenziale di costruire queste piramidi, si dovrà nuovamente applicare i famosi anni giubilari in cui venivano condonati totalmente o parzialmente i debiti.
O si arriva a questo o salta il sistema.
Adesso sinistra e destra, marxisti o nazisti, sono obbligati inesorabilmente ha effettuare questa opera inutile del TAV.
Invece con il condono dei debiti dei cittadini si risolve il problema del capitale e del suo interesse che in un primo tempo lo ingigantisce ma a lungo andare lo rode dall’interno facendolo cadere.
Pertanto l’ unica situazione è di creare un momento sabbatico in cui vengano condonati tutti i debiti.
Per non creare confusioni sperequazioni e determinare una giustizia sociale si può incominciare di azzerare tutti i mutui delle prime case dei cittadini. In tal modo non si condonano i debiti contratti per gli sperperi ma si aiutano i cittadini che hanno necessità della casa per impostare la famiglia.
In tal modo toglieremo quella cappa di piombo sovrastante milioni di cittadini italiani.
Se non si procede in questo modo il denaro accumulato con l’interesse ci porterà ad una guerra.
Si vedono i segni.
Vogliono la guerra di religione e i politici più inguaiati sono obbligati a fomentarla.

CESARE: (seconda parte)

Solitamente si sente pronunciare un detto.
“ E’ l’argento che fa la guerra”.
Tale frase lascia perplessi pur creando un consenso al contenuto. Al primo impatto rende l’idea come la guerra può determinare l’accrescimento e la formazione di ricchezze. Negli sconvolgimenti politici si è sempre verificata la possibilità di poter ammucchiare delle fortune : La guerra fautrice e protettrice dei comportamenti violenti determina spostamenti di ricchezze in modo repentino. Il concetto di violenza ingigantisce i processi di trapasso di beni, di sostanze e di denaro.
Ma se si analizza in modo chiaro la frase, essa non vuole significare la possibilità di arricchirsi attraverso la violenza, ma bensì il denaro permettere la possibilità di intraprendere la guerra. Ossia la medesima intesa, non come una operazione politica ma come una operazione imprenditoriale.
Sussiste una differenza nell’aspetto promozionale della guerra. Vi è chi inizia e espone la sua persona a raccattare il denaro per armare un esercito e poi lo consegna ad uno esperto per la sua conduzione. Esiste poi un secondo aspetto determinato da chi ottiene il denaro per armare un esercito e lo conduce personalmente.
Il primo caso si verifica quando vi è una struttura politica consolidata in cui il governo si scinde dal potere armato, il secondo invece è il caso di una società dove il potere è in mano a cittadini trasformati in signori della guerra.
Roma avendo la cultura della violenza e della rapina determinava l’emersione nel suo interno di comuni briganti di strada in grado, attraverso la consacrazione politica, di gestire guerre in proprio.
Giulio Cesare era uno di questi, Roma aveva risolto la sua questione amministrativa e politica attraverso il voto dei cittadini; ma la ricchezza ottenuta attraverso facili sistemi di rapina determinava una vasta gamma di persone che traevano il loro sostentamento partecipando alla spartizione, anche se in vai marginale, della ricchezza depredata. In tal modo nel popolo romano era sviluppato il concetto di ottenere il mantenimento non con il lavoro, ma attraverso un atteggiamento profittatorio delle situazioni contingenti. Tale mentalità determina una disistima della propria esistenza e si perdono i valori necessari per poter condurre una vita comportamentale dignitosa.
Attualmente per raggiungere il potere, affinché non sorgano delle recriminazioni di qualsiasi tipo si ricorre al voto popolare; il sistema è possibile in quanto esiste la possibilità del broglio elettorale. Nell’antica Roma invece non era facile ricorrere al broglio e per raggiungere il medesimo risultato si approfittava del degrado morale e i voti venivano comperati, ossia si poteva raggiungere il potere con la ricchezza.
Questo sotto un certo aspetto si verifica anche attualmente ma non in modo massiccio come ai tempo dei romani. Oggi si preferisce arrivare non all’acquisto del voto ma giungere all’elettore attraverso il condizionamento, consolidato al massimo con delle promesse. Non potendo convincere le masse con elargizioni, se non rivolte a pochi , si ricorre alle promesse . Chi ne esterna il maggior numero di credibili riesce ad affermarsi.
Giulio Cesare con l’acquisto di voti aveva ottenuto il potere e la credibilità di poter condurre gli eserciti e, attraverso questi, espletare in grande stile la peculiare caratterizzazione del mondo latino. Ossia la rapina.
Si potrebbe obbiettare come Roma è considerata il compendio di una grande cultura ma si possono fare le seguenti osservazioni: in primo i vincitori scrivono la storia e pertanto la loro coltura viene presentata come la migliore considerando essere suffragata da un dominio instaurato da oltre 22 secoli, in secondo si è sempre verificato come un delinquente abituale, quando raggiunge certe posizioni economiche si traveste, per mimetizzarsi, in propugnatore della cultura della onestà , di rettitudine e difensore della integrità morale.
I senatori di Roma per crearsi una reputazione si atteggiavano a depositari di una forte impronta di rettitudine mentre invece erano i rappresentanti dei cultori del brigantaggio.
Cesare deve essere considerato ( dopo Alessandro Magno) il precursore del brigantaggio in grande stile conosciuto con il nome comune di guerra.
Il capitale ha sempre finanziato le opere dei potenti.
Nessun re,imperatore, console, principe aveva il denaro per creare un esercito. Giungendo al comando di un popolo o di una nazione un personaggio logicamente non trovava molte ricchezze in quanto i predecessori avevano già sperperato il tutto. Ogni depositario del potere, prima di depredare gli altri popoli attraverso la guerra , ripuliva i forzieri a portata di mano. La guerra è sempre l’ultimo mezzo per rapinare.
Esempio nel 1929 i governati degli Usa( considerati la maggior democrazia del mondo) prima avevano depredato i cittadini con la crisi e poi si sono rivolti verso la guerra.
Attraverso le multinazionali e le banche di conduzione ebraica avevano creato, sponsorizzato ed aiutato Hitler per iniziare una guerra ed in seguito depredare tutti gli altri con remunerati aiuti militari. Molti cittadini morirono per fornire gli Usa la parvenza di essere anche loro coinvolti nella guerra. Questa è una delle molte prove come le democrazie se ne infiascano dei propri cittadini come d'altronde anche le dittature. Per un governo considerato una democrazia o dittatura non cambia alcunché, infatti lo scopo finale è identico.
Da Giulio Cesare nasceva la consuetudine di considerare i banchieri come parte funzionale per la loro possibilità di finanziare le guerre.
E’ riconosciuto come le attività di banchiere si consolidano e si affermano attraverso l’interesse bancario, questo è il mezzo di rastrellamento della ricchezza prodotta dalle popolazioni. Tali ricchezze foraggiavano le guerre utili per assoggettare i popoli trasformandoli in creatori di capitali depredabili, ed il ciclo si chiudeva
Con l’avvento di Costantino si abiurarono le guerre come metodo di conquista economica dei popoli, il dominio si doveva ottenere attraverso il condizionamento delle anime degli uomini destinati a diventare servi. Il servo è ricercato in quanto il costo per il suo mantenimento è inferiore
a quello occorrente per uno schiavo.
Infatti gli Usa iniziarono un grande sviluppo quando capirono l’onerosità della schiavitù e si rese necessaria la sua abolizione. Gli uomini necessari all’economia produttiva dovevano arrivare nelle terre del nord America di loro spontanea volontà e non coercizzati. Gli schiavi si sentono liberi di odiare chi li trasporta in un luogo di lavoro dove sono obbligati a vivere, mentre i servi giungono sul posto del loro lavoro, predisposti non alla ribellione ma desiderosi di apparire sudditi accettati.
Gli Stati americani in cui si continuò a praticare la schiavitù diventarono economicamente deboli, in quanto lo schiavo si appaga del desiderio dio libertà e di questa aspirazione ne fa la sua bandiera
Conseguentemente esprime questo suo desiderio nella potenza del numero e si moltiplica, diventando ad un certo momento egemone e impone la sua mentalità permeata della non curanza del futuro. Lo schiavo è condizionato dalla convinzione di essere sempre protetto dal padrone desideroso di non perderlo ( in quanto rappresenta un animale da lavoro e pertanto utile) e mantenendolo, lo dispensa dalla preoccupazione del futuro.
Le popolazioni discendenti da grandi masse di schiavi, giunti per il numero ad ottenere il sopravvento nella terra in cui sono stati deportati, non si interessano del futuro e conseguentemente la loro cultura diventa portante di una non necessità di migliorare la vita ma di perseguire la libertà di compiere qualsiasi gesto non coercizzato e nel contempo non prder quel senso di protezionismo fornitogli dalla classe dominate.
Le popolazioni formate nella maggior parte da discendenti di persone condizionate durante diverse generazioni alla schiavitù, non sono assolutamente in grado di avere una cultura del senso dello Stato e della difesa del futuro sociale, possedendo una cultura di sopravivenza riguardante solo se stessi ed il ristretto circolo famigliare o di clan.
La Chiesa di Roma non desiderava appoggiare il suo potere,derivante dall’impero romano, sulle guerre ed allora cercò di abolire ed impedire la creazione di famiglie operanti come banchieri in grado di foraggiare qualsiasi nefandezza pur di ricavare, attraverso tassi esosi, delle ricchezze enormi.
Il Cristianesimo, con un Dio di origine orientale, logicamente assunse i principi fondamentali derivanti da quelle regioni. Nella Bibbia era riportato il divieto di imprestare il denaro ai fratelli con interesse. Questa imposizione era stata tratta dalla sapienza sumera acquisita attraverso i millenni; L’interesse sui prestiti portava rovina, disperazione e sperequazioni tali d creare instabilità politica.
Per abolire la guerra, attraverso un Concilio, si proibì il prestito di denaro con interesse, in tal modo s determinò l’eliminazione della attività bancaria e conseguente accumulo delle ricchezze. Senza l’argento non si finanziano le guerre e il Cristianesimo poté procedere alla conquista non attraverso le armi ma grazie al condizionamento praticato con l’indottrinamento religioso.
L’abolizione della attività bancaria determinò l’impossibilità di ottenere del denaro per sviluppare le attività e conseguentemente diminuiva lo sviluppo economico. Pertanto chiunque avesse avuto una capacità intellettuale, invece di riversarla nelle imprese produttive poteva adagiarsi nel ventre dell’associazione dei predicatori e gestori del Cristianesimo. L’abolizione delle banche pertanto non solo eliminava la possibilità delle guerre di grande respiro, ma obbligava lintelligenzia ad avere uno solo sbocco rappresentante dalla classe gestante la religione.
Radunando pressoché tutte le menti migliori nel suo seno il Cristianesimo aveva la convenienza di ottenere ottimi predicatori e condizionatori, ma nello stesso tempo aveva la sicurezza di imbarcare anche i corrotti, utili in quanto maggiormente preparati alle operazioni di sfruttamento dei fedeli. La corruzione nelle Chiesa era gigantesca, esisteva già nei primi secoli e fu denunciata da Donato ancora prima del riconoscimento del Cristianesimo quale religione ufficiale dell’impero. Forse l’appariscente corruzione del Clero romano determinava una garanzia per Costantino perché era fonte della sicurezza come il Cristianesimo, attraverso i suoi ministri, avrebbe accettato qualsiasi compromesso pur di avere il monopolio religioso dell’impero.
Infatti grazie a questa forte accondiscendenza del corrotto clero cristiano si poté ottenere la stabile, grandiosa, duratura fusione tra il Cristianesimo ed il Mitraismo

CESARE: (terza parte)

Il destino permise agli ebrei di sopravvivere alla ventata del Cristianesimo. Il popolo di Israele aveva concepito il Cristianesimo come una necessità per fornire un Dio unico ai Gentili ossia agli altri popoli. Questi non per colpa loro ma per la scelta del Dio unico non erano considerati popolo eletto. Dio aveva scelto gli ebrei come popolo eletto, nessuno è colpevole se gli altri popoli erano inferiori.
I disegni di Dio non si discutono.
Attraverso il popolo ebreo si poté conservare un minimo di sistema bancario: Agli ebrei era proibito dal loro credo imprestare denaro con interesse ai propri fratelli di fede, ma non esisteva divieto verso i Gentili. Perciò dopo il 600 d.C. gli ebrei vennero tollerati come banchieri.
Si era distrutta la possibilità di accumulo di denaro, però si lasciava uno spiraglio in quanto senza la possibilità di prestiti il progresso economico od il suo mantenimento diventava problematico. La banca con i suoi capitali è il luogo di incontro tra il capitale posseduto da chi ha le caratteristiche di predatore e la capacità di produrre ricchezza impiegando le capacità intellettive e manuali. Le due caratteristiche, rapina ed operatività, difficilmente agiscono nel medesimo individuo o gruppo in quanto sono originate da componenti culturali non collimanti.
Gli ebrei dopo la diaspora avvenuta dopo la caduta di Gerusalemme si divisero, in parte si recarono in Babilonia ed una parte in Europa. Quelli recatisi in Mesopotamia, non essendo di alcuna utilità, vennero assorbiti, infatti il primo Sinedrio fuori della Palestina aveva la sua sede in Babilonia, ma in seguito dovette spostarsi.
Gli ebrei recatosi in Europa trovarono spazio in quanto indispensabili per il loro srvizio bancario. Purtroppo non accettarono l’ anno sabatico per i loro crediti, questi venivamo ridimensionati con cicliche persecuzioni che azzeravano i debiti contratti verso di loro.
Tuttavia gli ebrei furono sempre protetti e poterono prosperare in quelle zone dove la corruzione determinava in continuazione necessità di prestiti come ad esempio nella città di Roma.
Lo sviluppo economico nel medioevo si verificò quando i Templari, dietro autorizzazione papale, iniziarono ad imprestare i denari. Da quel momento l’argento servì nuovamente ad armare gli eserciti. I regnanti in Europa iniziarono ad indebitarsi e creare il ciclo chiuso della loro dipendenza dalle banche. Se nel periodo templare vi fosse stata la possibilità e l’autorità di proclamare un anno giubilare per la remissione dei debiti allora i monaci templari avrebbero continuato ad esistere. Ma la loro opera continuava senza intralci in quanto oltre ad essere banchieri erano anche guerrieri e pertanto in grado di difendersi; conseguentemente si dovettero sterminare.
La Chiesa pensò, nel conferire il permesso di esercitare l’attività bancaria ai Templari, di liberarsi dagli ebrei praticanti tale professione. Data la necessità insostituibile di poter soddisfare la richiesta di prestiti, fornendo questa delicata funzione ad un ordine religioso si sperava fosse il tutto facilmente controllabile: Poteva in tal modo liberarsi dagli ebrei che in un continuo rapporto di amore ( per i prestiti) e di odio ( per abolire i debiti) erano mantenuti in vita come associazione religiosa.
I Templari furono i primi, con il loro comportamento, a stabilire come il denaro non fosse Dio, in quanto il medesimo se produce se stesso attraverso l’interesse determina il concetto di non essere infinito e pertanto di essere limitato perdendo la sua qualifica divina. L’infinito se crea se stesso ammette di non essere il tuttora parte limitata.
La mentalità umana ha necessità di avere una divinità tangibile ed intoccabile; la sua esistenza è confermata dai miracoli, unico punto di contatto tra divino e l’uomo.
Invece il Dio denaro è una divinità tangibile.
La divinità per la loro esistenza devono appoggiarsi su delle regole, queste necessariamente sono scritte dagli uomini e conseguentemente determinano nel tempo delle sperequazioni risolvibili solo attraverso la violazione delle leggi e delle imposizioni divine. Pertanto il Dio, per non essere estraniato dalla società umana, deve per restare in gioco risolvere le pendenze attraverso il perdono.
Il denaro essendo Dio, per poter esistere, deve anche egli perdonare altrimenti esce dal concetto del divino dell’uomo. I templari furono sterminati perché non permettevano al denaro di comportarsi come un Dio ossia perdonare i debiti.
Un sistema bancario in cui non è fissato un bassissimo valore all’interesse porta sempre alla rovina il sistema politico in cui opera. All’inizio del 1300 il re di Francia, indebitato fino all’inverosimile, dovette applicare un anno giubilare di remissione dei suoi debiti, lo fece a modo suo sterminando i Templari. Il re si coprì le spalle attraverso una bolla pontificia autorizzante lo scioglimento dell’Ordine. Pertanto si dovette impossessare del papato facendo eleggere un suo fedele al soglio pontificio con lo scopo di emettere una bolla conosciuta con il nome “Vox in excelso” dichiarante fuorilegge i primi banchieri organizzati su scala europea.
Quando il sistema bancario era solamente in mano agli ebrei , invece di proclamare un anno giubilare per abbattere i debiti si ricorreva alla persecuzione ebraica: L’opera del re di Francia mise in evidenza la possibilità di occupare il trono di Pietro onde fermare l’ascesa inarrestabile del sistema bancario templare. Un tipo di occupazione similare fu attuato nel secolo appena trascorso per un problema inverso, le banche misero un loro uomo sul trono papale per difendersi dalla possibilità di una necessità impellente e assolutamente non rinviabile dell’azzeramento dei debiti a livello mondiale e conseguentemente evitare il crollo del progetto di dominio della ricchezza virtuale.
Ossia il crollo delle banche come unico mezzo per ristabilire l’equilibrio mondiale.
Dopo il 1300 i regni, gli Stati ricorsero sempre al sistema bancario. Il regnante diventava un vassallo del potere delle banche. Queste erano in possesso della sudditanza da parte dei loro clienti. La sudditanza prosperava solo in corrispondenza di una clientela molto ristretta determinata dalla nobiltà che per unzione divina e carismatica di Roam aveva il diritto di possedere il potere.
La corruzione del Clero sfruttata da Costantino nel maneggio del monoteismo ad un certo momento determinò un problema non preventivato . Il Cristianesimo, avendo il monopolio della divinità e pertanto padrone delle anime dei mortali con la necessità ( talvolta alimentata ad arte ) di avere una religione come supporto, si comportava attraverso il suo clero in modo scandaloso convinto di possedere l’impunità.. Il monopolio conduce sempre ad un disfacimento di chi lo detiene: Esisteva un altro monoteismo determinato dall’Islamismo, ma questo non creava problemi perché in effetti era la medesima musica solo con l’adattamento alla cultura di altri popoli e pertanto non sufficientemente preparato per infastidire il Cristianesimo sul piano religioso. Al massimo poteva creare seccature sul piano militare in quanto la religione poteva venire usata come coagulante di eserciti non come arma culturale.
L’involontaria causa dello sviluppo della società fu il decadimento morale del Clero. Il rilassamento dei costumi determinava due fattori: l’accrescimento del numero dei rifugiati nel clero per poter disporre di un tenore migliore di vita; ed in secondo aumentavano le spese per sopperire all’ampliamento dei vizi creatori di un necessario accrescimento del denaro da pompare dai fedeli.
Onde evitare questo drenaggio senza limiti della ricchezza dei fedeli, i rappresentanti della nobiltà., predisposti a loro volta a succhiare la linfa vitale economica dei loro sudditi, si ribellavano a questa prelazione di rapina usata dalla Chiesa di Roma. A far traboccare il vaso fu la goccia rappresentata dall’invenzione del purgatorio (concilio di Lione 1274) con il conseguente rastrellamento di denaro attraverso la vendita delle indulgenze.
Dopo l’anno mille era ricorrente l’uscita di gruppi o singoli fanatici religiosi fustigatori del Clero, adducendo come sostegno alle proprie rimostranze la corruzione romana.
Quando i principi tedeschi decisero di limitare Roma come sanguisuga della ricchezza prodotta dai propri sudditi trovarono sulla piazza Martin Lutero, ennesimo accusatore di Roma. Fino a quel momento qualsiasi tentativo di combattere il Clero romano veniva bollato di eresia e le classi regnanti si mettevano a disposizione di Roma per eliminare gli eretici. I principi tedeschi presero a proteggere Lutero in quanto al momento era l’unico disponibile e credibile con la preparazione di ergersi contro Roma: proteggendo la sua predicazione la Chiesa si spaccò. Quando Roma comprese l’operazione era troppo tardi, il dramma non era le perdita di fedeli ma aver perso molti regnanti impegnati fino ad allora ad offrire il braccio armato per mantenere un minimo di pulizia dalle teste calde.

CESARE : (quarta parte)

Lutero non era una figura carismatica e consapevole di non essere alla altezza di creare da solo un grosso movimento religioso centralizzato, subissato dai feudatari ansiosi di allontanare lo sfruttamento romano, diede inizio ad una rivolta in cui ognuno potesse identificarsi nel modo in cui considerava la riforma
Conseguentemente ciascuno era messo in condizione di trasformare la propria sensibilità religiosa in una corrente, determinando la base per la proliferazione delle confessioni religiose. Per avere l’appoggio finanziario dovette blandire i banchieri e il Protestantesimo tolse la condanna dell’usura.
La Chiesa di Roma non cedette sui principi religiosi, ma per sopravvivere, dovette accettare di non più condannare l’attività bancaria.
Roma per non continuare ad esporre il fianco alle critiche dovette iniziare un decisivo risanamento morale del suo Clero. Conseguentemente migliaia di persone con l’intenzione di rifugiarsi nella Chiesa per sbarcare il lunario, di fronte all’acuirsi di restrizioni comportamentali, preferirono abbracciare altri campi per affrontare la vita. Da questa classe nacquero coloro che per capacità ed intelligenza riuscirono a svolgere lavori, servizi, creando ricchezza senza ricorrere alla depredazione di tipo religioso dei popolani. Nasceva così la borghesia su vasta scala e si ampliava l’arco di coloro aventi la necessità di rivolgersi alle banche onde ottenere dei prestiti. Anzi questa classe borghese creò essa stessa nuove forme bancarie. Le uniche a rimanere grandi clienti delle banche, come sistema, furono le classi dei regnanti obbligati a ricorrere all’argento per fare la guerra per sfoggiare il potere.
Si consolidava quel senso di sudditanza verso i banchieri dei regnanti, questi non potevano gestire una banca, sia per incapacità e sia perché se delegavano a qualcuno la conduzione sarebbe fallita causa l’impossibilità di trovare persone integerrime e capaci tra i loro cortigiani.
Nel diciottesimo secolo sorsero le banche centrali a cui i governanti facevano ricorso. Con l’invenzione della carta moneta le banche potevano creare quella ricchezza virtuale grazie alla quale si determinava una forte disponibilità finanziaria per soddisfare le richieste di prestiti. Contemporaneamente i membri della nuova classe della borghesia si erano collegati per difendersi dalla Chiesa di Roma e dalle classi regnanti traenti il loro potere dall’imprimatur religioso.
Tali unioni della borghesia per meglio sopravvivere assunsero l’aspetto di società segrete e si coagularono con il nome di Massoneria.
Dal 1730 i regnati riconobbero l’utilità delle banche centrali, uniche ad essere credibili nel garantire la carta moneta. Ai sovrani fu permesso di continuare a coniare le monete metalliche. Per due ragioni, ai sovrani piaceva stampare la propria effige sulle monete e queste diventavano un modo visibile per confermare il potere, ed inoltre perché le monete avevano un basso titolo di signoraggio.
Il signoraggio rappresentava la possibilità nella coniazione delle monete di usare il metallo nobile in quantità inferiore al valore rappresentato dalle monete medesime. Da questo il signore coniatore ricavava un utile. Però mentre il signoraggio per le monete era una modesta percentuale del valore rappresentato dalla moneta, invece la carta moneta aveva un valore di signoraggio vicino alla totalità del valore segnato sulla banconota. Pertanto le banche presero a stampare solo carta moneta ottenendo un utile elevatissimo.
Gli Stati si trovarono nel periodo napoleonico, di fronte al fatto compiuto. Le banche centrali erano diventate fonte di accumulo di ricchezza virtuale e continuavano ad esistere nonostante i continui cambiamenti politici. Si doveva solo attenersi ad alcune precauzioni ossia non seguire l’euforia della esagerazione nell’emissione delle banconote , e il gioco era fatto. Negli Stati cambiavano i presidenti o i re, e chiunque giungesse al comando si trovava di fronte la banca pronta ad appoggiarlo, s’intende sempre dietro il riconoscimento di conservare il diritto della emissione monetaria. Nessuno aveva il coraggio di modificare questo privilegio, perché in caso contrario sarebbe saltata la stabilità economica del paese, e non si voleva assistere alla esplosione del proprio Stato in cui si era giunti per modi differenti a comandare.
Si creava così un grosso marchingegno, le banche centrali grazie alla Massoneria si erano sempre tenute legate fra di loro e avevano fatto cartello in grado di comandare il mondo. Dove non vi è riuscita la Chiesa di Costantino vi è arrivata la ricchezza virtuale.
Le banche centrali stampano carta col costo praticamente zero e la imprestano allo Stato e questo paga un interesse, si intende minimo, alla banca medesima. Questo processo portato vanti per moltissimi decenni crea una ricchezza enorme senza sfogo, solo il prestito permette la realizzazione della ricchezza virtuale, questa muore se non esistono i debiti. L’unico sistema è di aumentare i debiti pubblici degli Stati, di tutti gli enti che lo compongono, di tutte le attività ed infine arrivare attraverso al consumismo ad indebitare tutti i cittadini: Si deve arrivare ad imprestare il denaro ai diciottenni affinché possano continuare negli studi o nei primi approcci della vita. In tal modo il cittadino quando entra nella fase produttiva deve incominciare la sua vita già indebitato.
Il debito diventerà la base portante dell’uomo.
In tal modo ogni uomo diventerà il propugnatore della nuova divinità rappresentata dalla ricchezza virtuale, priva dei difetti del Dio monoteista che non si vede e non si sente la sua presenza, ne avrà i difetti del Dio denaro che essendo tangibile assume un aspetto limitante non consone alla divinità.
Questa spinta all’indebitamento è necessaria alla sopravvivenza dell’attuale sistema bancario: Tuttavia il sistema non è fine a se stesso, la ricchezza virtuale e i suoi centri (banche) attualmente si prefiggono il fine di dominare il mondo. Ne è esempio l’Unione europea creata dalle banche e non dai politici e tanto meno dalle popolazioni.
La strada per il dominio universale è ancora lunga ed i poteri mondiali tendono ad aumentare l’indebitamento a tutti i livelli, questo permette l’uso apocalittico senza contropartita della ricchezza virtuale, stimabile forse a livello mondiale pari a 60 milioni di tonnellate d’oro.
Le banche sono sull’orlo dell’esplosione e se rivuole ritornare ad un vivere civile occorre arrivare ad un anno sabbatico in cui vengono rimessi tutti debiti. Si ricomincia da capo e si potrà avere un periodo di tranquillità relativa come l’ultimo secolo, nonostante i danni enormi creati dalla ricchezza virtuale accumulata. Si è riusciti a superarlo con meno di 100 milioni di morti per guerre.
Se tale operazione non viene compiuta entro due al massimo tre decenni, anche solo parzialmente, entro mezzo secolo la popolazione mondiale incomincerà a calare da oltre sette miliardi a poche centinaia di milioni.
“Care banche vi hanno lasciato correre ed adesso avete il cappio al collo. La storia vi ha strumentalizzato.
Forse l’esistenza delle banche è stata permessa come limitatore all’esplosione geometrica del numero degli umani.
Il Dio denaro vuole perdonare per ritornare ad essere Dio.
Prendere o lasciare.

sabato 17 novembre 2007

RECESSIONE


Il sistema mondiale non può continuare a reggere l’attuale sviluppo economico. I cittadini, secondo il potere della globalizzazione, devono essere guidati non più allettandoli con un tenore di vita crescente, ma attraverso un governo duro e poliziesco giustificato dalle situazioni politiche.
Per questo si è dovuto creare il terrorismo e partendo dall’ex pascolatore di capre Bin Laden si è arrivati all’Iraq. Stanno creando una contrapposizione basata sulla religione, evitando di puntualizzare sul carattere etnico in quanto i popoli devono scomparire e conseguentemente non possono essere coinvolti in questa nuova proposta politica.
Si è dovuto far scontrare i due monoteismi Cristianesimo ed Islamismo. Questi cercano di svilupparsi sugli altri, in quanto queste due religioni non hanno il compito di difendere i popoli, ma quello di espandersi calpestando le culture etniche per ampliare la sfera di sfruttamento. Ossia la religione, non come momento qualificante dell’animo umano nella visione di uno sviluppo in un contesto di popolo, ma come apripista della occupazione culturale.
Pertanto le due religioni hanno le basi per spingere alla conquista e conseguentemente alla violenza, che può essere armata od economica.
Attualmente il potere mondiale vuole dare spettacolarità alla violenza per creare un regime di terrore necessario per creare un nuovo sistema di governare il mondo. Ecco perché i politici sono preoccupati nel rendere visibili gli atti di terrorismo, in quanto più si avvicina lo scontro determinato dal conflitto religioso, maggiormente si avvicina il momento della loro messa in disparte. Con il governo della globalizzazione non ci sarà più bisogno di quegli uomini incapaci, paurosi, menefreghisti senza spina dorsale che fingono di condurre il paese mentre ratificano quanto già deciso.
Tuttavia si dovrebbe spezzare una lancia in favore dei politici, le somme enormi spese per i loro stipendi e tangenti in un certo senso sono giustificate. Perché il prezzo, i benefici ed il corollario che li deve circondare per dare un alone di importanza, non è in funzione della loro opera legislativa. Il denaro se lo guadagnano, non lavorando a Roma, ma lavorando sul territorio con due sistemi: il clientelismo o la oratoria. Due modi per convincere la popolazione come le assurdità compiute, sempre contrarie a quanto viene esposto in campagna elettorale e nei comizi, sono invece nell’interesse dei cittadini.
La differenza tra il clientelismo ed oratoria sta in questo: col clientelismo il politico divide i benefici e le possibilità di sfruttamento dello Stato con gli elettori, mentre l’oratoria è necessaria quando i benefici non vanno agli elettori ma sono rivolti verso il proprio clan di amici e parentele e conseguentemente occorre convincere almeno con le parole. Pertanto o attraverso il clientelismo oppure con l’oratoria, ogni politico è libero di scegliere il suo comportamento purché compi l’opera di intontimento dei cittadini diventati pericolosi perché incominciano ad avere dei dubbi.
Mentre i politici compiono questa opera meritevole di marketing, si sta preparando la schiavizzazione totale ed assoluta della popolazione. Essendo in regime di liberismo economico è giusto la libertà del cittadini non deve venire cancellata da una imposizione ma attraverso una libera vendita di se stessi. Il cittadino deve essere portato a vendere la sua libertà per denaro.
Non è una novità, nei secoli passati i debitori, specialmente nei paesi anglosassoni, quando arrivavano ad un certo ammontare di pendenze, venivano condannati alla schiavitù perpetua o temporanea ed inviati nelle colonie.
Adesso si sta verificando la medesima situazione. I cittadini attraverso la predicazione di un edonismo rampante sono stati portati ad un consumismo esasperato rendendoli succubi a necessità strane ed inutili. Negli USA nel 2003 vi sono stati 1.625.208 casi di famiglie finite sul lastrico. La dinamica è quasi sempre la medesima: i consumi salgono a spirale, l’indebitamento aumenta finché un imprevisto fa saltare l’economia domestica.
In Italia, essendo difficile far aumentare i consumi, si è profittato dell’occasione del cambiamento della moneta. Si è anche usata la difficoltà di tradurre la moneta in corso con quella nuova facilitando un ingarbugliamento nei prezzi.
Esempio: per complicare il cambio lira-euro il loro rapporto è legato dal numero 1936,27. Ebbene questa cifra è difficile da maneggiare perché è solo divisibile per i seguenti numeri primi: 7 (sette), 139 (centotrentanove) e 199 (centonovantanove). Conseguentemente anche con questa piccolezza si è costruito una ulteriore difficoltà nei calcoli di cambio.
Le studiano tutte, il numero sette deve sempre essere presente, è un vizio maniacale, perché vi sono degli uomini con due braccia ma vi sono anche quelli con sette.
E’ iniziato con l’Euro l’aumento dei prezzi, gli oratori hanno confermato come i rincari sono solo del 2% (annui o mensili?).
I consumi continuano ed aumenta l’indebitamento dei cittadini non più in grado ad accrescere i propri introiti. Si incomincia con l’intaccare i depositi bancari, qualcuno si è venduto un immobile e conseguentemente il compratore si è sostituito nel debito famigliare nazionale addossandosi un mutuo.
I depositi bancari delle famiglie sono diminuiti di oltre il 20%. Qualcuno ha venduto i pezzi si carta (conosciuti comunemente con il nome di azioni, fondi ect.) posseduti, consolidando la perdita subita grazie alla grande operazione finanziaria dell’11 settembre.
Intanto sta aumentando l’indebitamento delle famiglie verso le banche o similari, che ha raggiunto i 21mila euro per nucleo famigliare. Certamente tale debito è determinato essenzialmente dai mutui necessari all’acquisto della casa, molti acquisti a rate invece risultano nella contabilità nazionale come debiti delle finanziarie. Il rapporto tra debiti finanziari delle famiglie e PIL è pari al 25 %.
In questo periodo è aumentato il numero di acquisti specialmente di prime case. E’ il marchingenio per iniziare l’appropriazione degli immobili da parte dello Stato. Infatti i tassi di interesse furono mantenuti per un certo periodo bassi . Questo era dovuto alla necessità degli Stati Uniti di mantenere una economia florida. Essa è necessaria affinché al timone degli USA possano continuare a governare i liberisti dato che ad essi, (mentre fingono di essere tali) sia data la possibilità di continuare l’occupazione in Iraq. Tale occupazione è necessaria per poter dare al terrorismo la patente di guerra continua mondiale.
Aveva provato Bush padre, ma i tempi non erano maturi, ed allora appena arrivato il figlio (con il classico imbroglio elettorale) si è subito iniziata l’occupazione mediorientale. Si è accusato l’Iraq di costruire armi chimiche, situazione improbabile, perché quei popoli non sono nemmeno in grado di fabbricarsi le scarpe.
Gli Stati Uniti devono tenere basso il valore del dollaro per tenere alto il volume delle esportazioni e hanno dovuto ridurre al minimo l’interesse bancario. L’Europa ha dovuto accodarsi a questo processo di diminuzione degli interessi per non mandare l’Euro alle stelle ed allora sono iniziati gli acquisti di immobili facilitati dai tassi di sconto.
Però occorrerà pagare le rati mensili, esse sono sopportabili fino a quando non si arriverà a tassi esosi che metteranno in ginocchio i debitori. Vi sono dei cittadini con il mutuo a tasso variabile e questi sono alla mercede dell’economia. Dio li protegga.
Qualcuno, previdente, ha contratto i mutui a tasso fisso e questi saranno protetti fino a quando il governo centrale europeo dichiarerà che il mantenere i tassi fissi è una operazione di protezionismo occulto non contemplato dalle regole economiche europee. Pertanto i governi dovranno imporre alle loro banche di adeguarsi al mercato. Il sistema bancario nato dall’illuminismo non è certamente impostato per rimetterci negli interessi bancari.
Le banche in tal modo si troveranno in possesso di case e causa il loro numero dovranno calare di prezzo, gli istituti di credito saranno salvati dalle pochissime multinazionali finanziarie attraverso la cartolizzazione degli immobili, inizieranno ad assorbire i beni immobili che i cittadini saranno felici di togliersi perché difficili da sostenere.
D’altronde hanno dato una scopola a quelli che credevano al valore rappresentato dalla carta avesse valore, e adesso si stanno preparando a dare una stangata a coloro che hanno pensato furbamente di preservare il loro patrimonio con il mattone.
Nessuno scappa agli squali.
Gli USA hanno continuato a piccoli passi ( secondo una strategia economica per non danneggiare il dollaro) ad aumentare i tassi. Questa operazione è dovuta al voler prepararsi per tempo ad aumentare (difficilissimo) il valore del dollaro. Infatti si presume essere sufficienti i prossimi anni per ampliare la guerra di religione. Poi nel 2008 in USA ognuno voti chi vuole, in quanto il gioco è fatto.
Intanto nel nostro paese continua ad essere difficile, per la maggioranza dei cittadini, mantenere il tenore di vita. Per venire incontro ai consumatori, i supermercati permettono, a mezzo carte di credito, di comperare ratealmente qualsiasi bene compresi i generi alimentari. Non si è ancora capito se l’interesse per tale credito, calcolato sul 1,40%, mensile sia semplice o composto.
Questo tipo di interesse è un modo legale per velocizzare l’impoverimento dei cittadini.
Comunque per ottenere l’indebitamento per tutti i cittadini si spinge verso l’acquisto rateale. Già il cittadino italiano è inguaiato con il debito pubblico. Questo però verrà risolto. Tale debito sarà accollato ai neonati, bambini o a coloro che devono ancora nascere: Conseguentemente quando saranno presentati i conti, i futuri cittadini potranno assumere quella condizione di schiavi tanto cara che ai globalizzatori.
Le donne non più considerate madri, ma come contenitori della vita degli esseri creati nei laboratori secondo la necessità del momento. Gli uomini trasformati in androgini secondo il gradimento dei seguaci di Jacob Frank.
Si sta seguendo l’esempio di Abramo fondatore dei presupposti religiosi basati sul monoteismo, dove vi è un Dio così misericordioso, da ordinare di uccidere il figlio. Stiamo uccidendo i nostri figli, anche noi ubbidiamo al Dio del consumismo.
Qualcuno però si sta ribellando a questo Dio. Guai se si incominciasse a consumare meno, nascerebbe una recessione incontrollabile, devono cercare di evitarla, il potere mondiale non è ancora in grado di impostare la sua schiavitù che nascerà dopo l’affermazione dell’era postconsumistica.
Comunque nella programmazione dell’uomo (più precisamente della donna ) vi è un sistema di difesa.
L’economia spinge la produzione ed il commercio ad autoalimentarsi e cercare di sopravvivere. Conseguentemente quando calano i consumi vi è la tendenza a diminuire i prezzi. Questa operazione è pericolosa. Infatti la spesa minuta alimentante il mercato è in mano al campo femminile. Nelle ultime decine di migliaia di anni la donna si era assunta dei compiti differenti dall’uomo. Mentre questi provvedeva al sostentamento cercando di soddisfare i fabbisogni alimentari agendo nel campo della vita in movimento, ossia attraverso la caccia; la donna procurava gli alimenti attraverso la raccolta dei prodotti naturali nati in modo statico dalla terra come la frutta, le messi. Pertanto la donna è predisposta ad acquistare i prodotti nei negozi in cui, .per ovvie ragioni, i prodotti sono esposti in modo statico. Esiste però un condizionamento, quando la donna preistorica si accorgeva come un prodotto, in un tempo futuro, sarebbe stato più appetibile attendeva a raccoglierlo; con la medesima fatica aveva in seguito un risultato migliore. Così se i prezzi nei supermercati, empori, negozi, magazzini stanno per calare od hanno questo andazzo allora la donna si ferma ed aspetta il calo dei prezzi. (annullando o diminuendo i consumi) ossia il prodotto sia maggiormente maturo
Questo crea istantaneamente il blocco dei consumi e della produzione con conseguenze nella occupazione. Potrebbero sorgere problemi di ordine pubblico e si sconvolgerebbe il disegno mondiale desideroso che gli uomini si scannino per le strade per ragioni religiose e non economiche.
Occorre continuamente convincere i cittadini che vi sarà un futuro migliore, e la classe politica opera in tal senso.
Per essere il prodotto superiore dell’universo, l’uomo è stato creato con pochissimi condizionamenti e con la predisposizione di accogliere sempre nuove nozioni. Molti hanno capito come in quella enorme voragine esistente nel cervello umano si può infilare di tutto.

venerdì 16 novembre 2007

SIGNORAGGIO : la nuova transustanziazione


Quando i romani compresero come con gli eserciti non riuscivano più a drenare le ricchezze dalle terre del loro impero, mutarono comportamento.
Cercarono di dominare agendo non nel fisico, ma nella mente dei loro schiavi.
Ossia trasformare gli schiavi in sudditi.
Si elaborò partendo dal comportamento religioso degli ebrei, loro avevano consolidato l’idea di un solo Dio, che però non rappresentava l’idea monoteistica ma era solamente monoetnico.
Un solo Dio per un solo popolo .
Fu unito il Cristianesimo con la religione del Dio Mitra e si formò il Monoteismo.
Un solo Dio.
Chi gestisce questo Dio ha il comando totale.
Il monoteismo va inteso come la maggiore operazione monopolistica dell’antichità.
Qualsiasi popolo conglobato, in questa sistema, permetteva ai suoi componenti di essere manipolati obbligando la loro coscienza al riconoscimento ed alla accettazione del potere. Nessun spazio religioso era credibile al di fuori del monoteismo.
Questo potere però venne gestito da una classe che si era resa indispensabile perché era l’unico tramite tra l’uomo e il Dio unico.
E l’uomo doveva sottostare alle imposizioni religiose e ai poteri creati dalla casta.
Questo monopolio divenne in seguito troppo invadente, aumentando le sue esigenze attraverso la vendita dei posti in Paradiso, promettendo, attraverso la simonia, il passaggio verso il luogo destinato ai defunti.
La classe sacerdotale trasformata in usciere, autorizzato a far passare verso i piani alti solamente chi paga.
Martin Lutero ruppe il monopolio affermando come tra Dio e l’uomo non vi sono più intermediari, ma vi è la possibilità di una presa diretta.
La possibilità di accedere al Paradiso non è più demandato alla classe sacerdotale.
E la imposizione economica, richiesta e dovuta alla classe degli uscieri, trasformata in tangente onde avere la raccomandazione verso Dio, pertanto non era più necessaria.
Lutero diede a ciascuno dei suoi seguaci la Bibbia, ed attraverso la medesima si interpretava Dio.
Non vi era più necessità di sacerdoti che con operazioni rituali determinavano il collegamento, ma erano sufficienti dei predicatori in grado di spiegare l’interpretazione del Libro.
Ossia il popolo diventa gregge operante in libertà, solamente controllato da lontano dai pastori.
Lutero non diede precedenza al Vangelo, per una intima prevenzione nei riguardo di questo, perché non voleva accettare un libro a suo tempo maneggiato ed epurato largamente dal pensiero e dalla volontà romana.
Roma aveva scelto e deciso, nella compilazione del libro, solamente quello che gli si addiceva.
Tuttavia va considerato come il Cristianesimo trasformato in Cattolicesimo fu un grande e spettacoloso successo.
Attualmente una serie di famiglie si sono fatte avanti per creare un nuovo monopolio del pensiero umano.
Infatti il compito della Chiesa non è perfetto perché non totalizzante.
In qualche modo qualcuno può ignorare Dio e, se anche è emarginato, riesce a sopravvivere.
Si cercò di compiere un passo oltre, affinché il monopolio avesse una maggior resa attraverso una altra forma religiosa.
Non si ricorse molto alla fantasia.
Fu valorizzato un Dio già nominato molte volte negli antichi libri sacri.Il dio Mammona ossia il denaro.
Il denaro, essendo assimilato nel pensiero religioso ad un Dio, non doveva avere un rapporto con la materia come si realizza nelle monete metalliche, ma poteva avere una presenza e rappresentazione teorica.
Ossia la banconota.
Anche questo Dio doveva essere creato dal nulla come ha sempre fatto l’uomo nel creare i suoi dei.
La banconota, emblema della ricchezza virtuale, quando viene creata costa praticamente nulla, è solamente in un certo momento si verifica la trasformazione in oggetto di valore .
Come per il Cristianesimo vi è la transustanziazione del pane in carne così anche per il denaro vi è la sua trasformazione da carta a moneta.
Come questa trasformazione viene fatta dal clero, così per il denaro esiste anche un clero praticante: la classe dei banchieri.
Nel Cristianesimo la trasformazione lo può fare solamente il consacrato. La trasformazione del denaro la può compiere solo la classe dei banchieri.
Il primo grande successo del Dio denaro fu che con il Dio monoteista si può sopravvivere anche se non si crede in esso o non si praticano i suoi riti. Questo non può avvenire per il Dio denaro.
La società da oltre 500 anni ha uno sviluppo vertiginoso determinante un tipo di rapporto per cui ogni uomo non può più attendere da solo attendere a tutte le proprie esigenze, ma deve essere continuamente rapportato con l’umanità circostante.
Il consumismo spinto determina e consolida questa necessità di rivolgersi agli altri.
I servizi, i consumi vengono saldati pressoché totalmente attraverso il denaro, che chiude in modo definitivo i rapporti impedendo il crearsi di contenziosi enormi.
Il Dio denaro equilibra ogni tipo di rapporto.
Pertanto questo Dio nell’economia moderna diventa indispensabile, necessario; e per sopravvivere ogni essere umano deve credere in esso.
Qualsiasi dubbio nel considerare che un pezzo di carta ha un valore senza corrispondere ad un bene reale, deve essere cancellato.
Perché il non credere nel valore della cartamoneta uccide i rapporti e l’esistenza umana.
La carta moneta è il primo Dio totalizzante creato dall’uomo.
La classe dei banchieri trasformando la carta stampata in valore, la consegna agli Stati responsabili della distribuzione attraverso le banche.
E tali enti, al termine della operazione, si trovano in possesso del valore di tutto quello che ha stampato.
Questa ricchezza enorme si ottiene attraverso una operazione chiamata signoraggio.
Ricchezza enorme che non spaventa i banchieri perché la considerano inconsciamente assimilabile ad una operazione dal concetto del divino, trasformare un oggetto in un altro.
Pertanto la ricchezza virtuale in quanto divina, non crea perplessità se assume proporzioni senza limiti.
Con la parola signoraggio si indica il valore guadagnato da chi emette moneta, ricavato dalla differenza tra il valore indicato sulla moneta e il valore della materia componente.
Nel caso delle banconote essendo pressoché infimo il valore della carta usata ed il costo dello stampaggio, il signoraggio diventa praticamente pari al valore indicato sulla banconota.
Ma chi ha creato questa classe dei banchieri e come è stato conferito a loro il carisma per la creazione del valore del denaro?
Il maneggio del documento di carta come attestato di ricchezza ha sempre avuto successo.
Vedi testamenti, lettere di credito,atti di proprietà.
Quando si iniziò a stampare le banconote, vi era il pericolo che il valore indicato non fosse garantito.
Il primo a fare l’uso di carta moneta in grande fu John Law, baronetto scozzese, fondatore della banca di Francia.
La sua ingordigia determinò il crollo.
Lo stampare banconote richiede un accorgimento, non fornire mai la sensazione che dietro alla carta ci sia il vuoto, ma bensì si possano trasformare in ricchezza tangibile.
Coloro che non si fecero mai accorgere come le banconote non erano coperte, ed invece fornirono sempre una garanzia di solvibilità assunsero il carisma di banchiere.
Si unirono in corporazioni, altre volte erano già uniti in vincoli religiosi, esoterici o settari.
I governi non si azzardarono a stampare carta moneta in quanto la gestione del potere si verifica sempre attraverso persone, che per arrivare a tale punto, devono possedere un grande senso dell’egoismo, di disonestà, e mancanza del comune senso di rettitudine onde mantenere la supremazia. Conseguentemente la loro credibilità non è foriera di garanzia.
Il potere politica si circonda sempre di persone equivoche e pertanto non in grado di fornire attendibilità al loro operare in un campo delicato come il sistema bancario. Conseguentemente la predisposizione alla truffa rendeva precario questa operazione di emissione delle banconote.
Negli ultimi due secoli si formò una sinergia mondiale dei banchieri, e questi crearono quell’alone di garantismo che permise di avere il carisma di compiere la delicata emissione monetaria.
Anche perché la ricchezza prodotta dal signoraggio è di un tale volume da poter creare i mezzi per corrompere sistematicamente le classi politiche degli Stati.
I Presidenti degli USA desiderosi di voler emettere denaro coniato o stampato attraverso lo Stato, senza transitare attraverso le banche, hanno sempre terminato prima il loro mandato causa assassinio.
Nel tempo si creò sempre un maggior aumento di circolante. La carta moneta indicava subito l’ente emittente, e si basava sul credo che ci fosse in qualche parte il possesso di una ricchezza equivalente, generalmente identificata in oro.
Chi desiderava riscuotere queste monete cartacee riceveva dal loro emittente un valore monetario equivalente in materiale nobile.
Era comunque improbabile che tutti i detentori di banconote si recassero contemporaneamente agli sportelli per cambiare la moneta cartacea in oro. Inevitabilmente vi era sempre un certo numero di banconote in circolazione, di conseguenza per emettere un certo volume di carta moneta era sufficiente una quantità di valore inferiore di metallo nobile.
Nel XX secolo vi furono due guerre e il loro costo determinò la necessità di un sempre maggior volume di carta moneta, essendo l’oro usato dai governi belligeranti per gli acquisti di materiale bellico.
Dopo il 1922 (convegno di Genova) il denaro viene rappresentato esclusivamente da un rettangolo di carta stampata. Si proibisce la circolazione di monete d’oro usate come moneta nelle operazioni commerciali e bancarie nell’interno di ciascun paese.
L’oro serviva solamente per le transazioni tra Stati.
Finché si giunse al 1971 quando il dollaro, ultima moneta agganciata all’oro, si liberò da questo condizionamento.
Da quel momento le banche stampano carta moneta senza contropartita di alcun genere se non talvolta garantita da altra carta moneta.
La carta che garantisce se stessa.
Il sistema si svolge in questo modo.
Lo Stato contrae dei debiti ed ha necessità di carta moneta ed allora si fa consegnare dalla banca centrale il valore in banconote. Come garanzia offre in cambio dei certificati garantiti dallo Stato.
Inoltre lo Stato paga una commissione di stampaggio e l’interesse di questo denaro.
La banca al termine dell’operazione si trova in possesso dei buoni che mette a bilancio per pareggiare il valore di uscita della carta moneta
I buoni del statali vengono conteggiati e diventano come depositi e garantiscono le banche centrali di elargire dei prestiti.
Su questi prestiti la banca centrali lucrano un interesse.
Inoltre il denaro imprestato entra in altri conti dei clienti nel sistema bancario, e crea a sua volta una nuova garanzia che permette al sistema bancario di elargire altri prestiti.
Un moltiplicatore di ricchezza. E conseguentemente un moltiplicatore di potere.